Polizia postale e della comunicazioni. Quali compiti?

C’è ancora molta confusione sui compiti della Polizia Postale e delle Comunicazioni. Per noi che siamo un sito e per quelli che come noi su internet vivono per lavoro e per diletto, la sua funzione è particolarmente utile, se non fondamentale. Visto che ci sembra ancora molto poco chiaro il suo ruolo abbiamo voluto entrare un po’ nel suo mondo per capire meglio – anche noi, perché no – quello di cui si occupa. Giusto così, per ribadire di nuovo che non tutte le sezioni e i corpi della polizia svolgono lo stesso lavoro. Per farlo ci siamo fatti aiutare dall’ispettore capo Massimo Montuori che ci ha gentilmente ospitato nel suo ufficio in piazza Benamozegh.

Sì, insomma il corpo della polizia postale e delle comunicazioni – presente sul territorio in modo capillare con 20 compartimenti e 80 sezioni – si occupa di tutte quelle operazioni che riguardano in particolare la sicurezza informatica. Questo corpo nasce infatti con lo sviluppo della rete e delle sue problematiche, con l’evoluzione telematica, ma anche con la crescita culturale del paese. Tutti questi elementi hanno reso Internet un mezzo indispensabile per lo scambio di informazioni, per l’accesso alle grandi banche dati, per la creazione di nuove attività professionali, elementi che hanno messo inevitabilmente in risalto i punti deboli della rete. Ecco, da qui la necessità di un personale che fosse capace e all’avanguardia per risolvere questi problemi certo non da poco.

Lo sforzo operativo più grande della polizia postale è sicuramente quello di trovare freni, tipi di controllo sempre più adeguati alle nuove tecnologie utilizzate per i reati in rete.

I campi dei quali maggiormente si occupa questo corpo sono:

– la pedopornografia. Raccoglie segnalazioni e coordina le indagini sulla diffusione su Internet o tramite altre reti di comunicazione, delle immagini di violenza sui minori. Il tutto attraverso il Centro Nazionale per il contrasto della pedopornografia su Internet.

– il cyberterrorismo. Controlla e conduce indagini sull’utilizzo massiccio di nuove tecnologie di comunicazione da parte dei gruppi eversivi nazionali e stranieri.

– il copyright. Quindi controllo della diffusione illegale di file.

– l’haking. Controllo di tutti quelli che utilizzano la rete per danneggiare e colpire particolari obiettivi.

– La protezione delle infrastrutture critiche del Paese.

– l’E-banking. Nuove frontiere del commercio e della circolazione di denaro.

– l’analisi criminologica dei fenomeni emergenti.

– i giochi e le scommesse online.

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