E se tutto fosse facile come la musica

Metto su un vinile degli Shadows e parto per questo viaggio notturno.

“Apache” è la prima traccia e subito torno indietro di 15 anni o giù di lì… incredibile come a volte mi piaccia ricordare nel dettaglio fatti, immagini o parole sentite e allo stesso tempo non ricordi assolutamente l’anno.

Fatto sta che a 18 anni io e 4 amici facevamo la più bella vita del mondo.

Ci chiamavamo Pipelines ed eravamo una band con il sogno più grande… andare in giro a fare fuoco e fiamme su ogni palco che ci ospitava. In un anno uscimmo dalla città e cominciammo a macinare chilometri in tutta Italia. A quei tempi ero un batterista e mi sembra ieri che iniziavo con una scatola di cartone e un tamburo africano per poi comprarmi la mia prima luccicante batteria di manifattura scadente con i soldi guadagnati a fare il cameriere.

Non ci facevamo troppe domande sul futuro perché il nostro compito era andare a “spaccare” e ci riuscivamo. 100 date l’anno, sponsor di tutti i tipi e palchi che non ho più visto se non grazie a questa fantastica surf-band di cui facevo parte.

In questo momento la traccia “Midnight” mi fa venire in mente i nostri sorrisi durante i concerti come se li vedessi a rallentatore… dove a malapena ti vedevi con l’altro un po’ a causa del fumo nei locali che a quei tempi era sempre possibile, vuoi a causa del sudore negli occhi, vuoi a causa dei fari puntati addosso…

Mi ricordo che dopo ogni concerto mi ci voleva una mezz’ora buona per riprendermi da una scaletta di 2 ore a tutta forza. Quella mezz’ora che mi faceva trovare il locale deserto appena mi ero ripreso.

D’altra parte però… ci dicevamo che chi non sudava sul palco era roba da poco.

Una delle cose che mi manca sicuramente di più è la possibilità di condividere chilometri,  stanze e tavole bandite con degli amici, amici veri, amici per cui faresti di tutto e che non ti dimenticherai…  come se tu avessi fatto un patto di sangue e anche se non ti vedi e ti senti per anni, nel tuo cuore c’è e ci sarà sempre un posto per ognuno di loro.

La musica non mi manca, è sempre viva… è sempre più viva dentro di me e magari un giorno riuscirò a scrivere cosa mi succede dentro quando ascolto qualcosa che si fonde con la mia anima.

Alla traccia “Wonderful Land” ripenso a tutte le bellezze che ho visto dal finestrino di quel furgone, che poi era lì che passavamo gran parte del tempo… ma non stavamo al cellulare perché a quei tempi costava un sacco collegarsi ad internet, quindi cantavamo, mangiavamo, dormivamo e discutevamo. Una terra bellissima l’Europa… e l’Italia davvero a volte ti lascia senza fiato. Mi è capitato di commuovermi spesso guardando la natura e forse è per questo che adesso sto in campagna. La natura mi dà speranza, mi dà fede.

Quando partivamo eravamo elettrizzati a livelli atomici e dopo 4 o 5 giorni tornando verso casa accadeva qualcosa di strano… più ci avvicinavamo alla nostra città più riuscivo a sentire il profumo del mare ed ero contento, e lo ero ancora di più nel vedere che anche gli altri lo erano… perché appartenevamo a questa terra, a questo sapore, a questo profumo.

Davvero forte l’amore che mi lega a questa città, a questo mare, a Livorno.

Per questa causa o l’altra piano piano il gruppo rallentò la sua attività “live” e aumentò quella nella vita vera, quella che ti vuole vedere lavorare e che non concepisce la musica come un lavoro. Curioso il fatto che 4 su 5 siamo finiti nel campo dei locali… e che locali!

La svolta” era il sogno del bar, del poter tirare su un qualcuno che semplicemente aveva voglia di parlare o di sfogarsi bevendo qualcosa, il “Surfer Joe Diner” era il sogno del ristorante americano dove spesso andavamo a mangiare e la sua semplicità ci andava a genio per gli spostamenti nei tour… la “Villa del colle” era il mio sogno di fare festa, una festa continua… l’atmosfera di quella vita, trasportata in una serata.

Tutti questi posti vengono dalla solita storia, da quel furgone.

Una storia meravigliosa che va avanti alla velocità della luce e che per ora ci sta insegnando che niente è facile come la musica.

zerbo

E se tutto fosse facile come la musica
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