Jack Johnson

Nel 2006 stavo con una ragazza, una persona meravigliosa che da poco era tornata dall’America dove aveva vissuto un anno.

Era tenero il momento in cui mi passava delle canzoni, perché nonostante il suo anno nella terra della musica ero io quello che ne sapeva a pacchi….erano periodi di grandi input, ascoltavo e suonavo qualsiasi cosa. Fatto sta che mi regalò un cd di Jack Johnson e mi lasciò secco (cit).

Mentre lo ascoltavo a bocca aperta andai alla ricerca di ciò che in buona parte alimenta il suo mito e la sua fama: la sua storia.

Nato alle Hawaii, figlio di un famoso surfista, il più giovane partecipante e finalista della famosa gara “Pipeline” , sponsorizzato dalla Quicksilver a 17 anni, poco dopo rimane coinvolto in un incidente quasi mortale e perciò si ritira dal mondo delle competizioni pur continuando a surfare in tutto il mondo. Si trasferisce in California, si laurea in cinematografia e comincia a girare documentari legati al mondo del surf componendone anche la musica. Nel 2001 esce il primo disco e inizia il tour a fianco del suo grande amico Ben Harper. Nel 2002 alle Hawaii fonda la sua etichetta discografica “Brushfire Records” e nel 2004 fonda la Kokua Hawaii Foundation per sostenere l’educazione per l’ambiente nelle scuole delle Hawaii.

 Nel 2006 partiamo per andare a vedere un suo concerto all’Alcatraz di Milano pieni di curiosità di vedere questo hawaiano in Italia per la prima volta. Noto subito che non c’è la calca, la gente è molto tranquilla come se non gli importasse granché del posto da occupare o di stare per forza sotto al palco. Il concerto lo aprono gli ALO (Animal liberation Orchestra) una band Californiana da paura, il cui leader è Zach Gill, attuale pianista e tastierista di Jack Johnson.

Da quel giorno l’ho sempre ascoltato, ho formato una tribute band (Rodeo Clowns) con tre amici e ho visto altri due concerti, a Vigevano e a Pistoia.

 Jack Johnson si è fatto spazio nel panorama internazionale con la sua bravura, con la sua voce cristallina che sembra fatta per cantare in una stanza notturna, come se fosse una dolce ninna nanna; il suo feeling con la chitarra è sensazionale e ai concerti si nota perché quando suona da solo è magico. Le canzoni sono dei semplici capolavori che ti parlano di amore, sempre incorniciate dalla natura e dalla bellezza del pianeta terra con lo sguardo sempre rivolto al mare, alla sua bellezza , la sua potenza e le sue forme meravigliose mentre s’inarca per creare l’onda perfetta. La cosa che mi colpisce è la sua filosofia di musica, una specie di meditazione in diretta, suona completamente rilassato e si sente, il tempo è largo, larghissimo e la band è tutta con lui, senza fretta ..unita nella bellezza della musica senza orologio, come su una spiaggia al tramonto o di notte col fuoco a guardare le stelle.

E’ davvero un maestro nel portarti via con lui e trasmetterti una tranquillità pari soltanto alla sua musica.

Ai suoi concerti si respira una sorta di fratellanza, come se tutti fossimo uniti dalla passione per lo stare bene, rilassati, amanti delle cose semplici….non farò surf, ma sicuramente la mia donna ascolterà Jack Johnson.

Buon Concerto :)

 

Jack Johnson
1 vote, 5.00 avg. rating (95% score)

You Might Also Like

Lascia una risposta

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>