Uno sguardo sui progetti della Onlus Per madre terra

Foto di Silvia Tampucci.

Non è un segreto che già la filosofia avesse affermato che l’uomo è ciò che mangia, quindi che il cibo è fondamentale per la nostra vita.

Di questo si sta occupando la Onlus Per Madre Terra dal 2012, quando è stata fondata. Oggi si sta muovendo in particolare contro gli Organismi geneticamente modificati, meglio conosciuti come OGM. Tutto ha preso forma dopo il corteo cittadino organizzato lo scorso 6 aprile diventato uno spunto per realizzare una collaborazione tra le realtà che si occupano di questa tematica ambientale e di alimentazione. L’obiettivo è quello di creare un fronte unico contro la politica europea che sembra non capire la pericolosità degli Ogm perché non ritenuti nocivi.

«Quello degli Ogm – ci spiega Gerardo Granito, promotore dell’associazione in un incontro in cui erano presenti anche Cristiano Cei e Simone Orsolini – è un impatto ambientale, del cibo ma riguarda anche l’impatto che si ha sull’economia, su tutto il resto. Attraverso il cibo passa tutto. Quindi sì, abbiamo in progetto di creare un fronte unico cittadino ma anche di rete tra gli Stati contro la follia delle multinazionali che fanno sperimentazioni a campo aperto e giocano con la vita del pianeta».

I fondatori della Onlus tendono a sottolineare il fatto che molte persone ancora non sanno niente su questo argomento e, per ovviare a questo, l’associazione spesso organizza cene informative che hanno lo scopo di presentare i cibi biologici ma anche quello di dare maggiori informazioni sul cibo e l’agricoltura naturale. Ad essere analizzato, non è soltanto il cibo ma anche la situazione delle città, più nello specifico di Livorno, che «nel giro di dieci anni – continua Granito – si sta trasformando con centri commerciali, sempre più territorio eroso a favore di cemento, asfalto, a favore di costruzioni commerciali. Il centro città muore».

Proposte da parte dell’associazione che sostiene la ristrutturazione e la rivalutazione di tutti gli edifici che Livorno ha piuttosto che la creazione di nuovi che non hanno niente di culturale o storico. Insomma, un’idea coraggiosa che parte dalla volontà di abbinare l’arte e l’informazione alla cultura.

«Si torna alla natura – aggiunge il segretario Cristiano Cei – perché è il settore veramente più produttivo su cui si basa la sopravvivenza del pianeta. L’agricoltura mette in moto altri sistemi come quello del piccolo commercio, l’artigianato, la creazione di prodotti tipici come si faceva una volta. Strettamente legata a questa, la parte artistica, estetica. Oggi viviamo in scatole, tutto deve essere utile ma il criterio estetico è l’ultimo, neanche preso in considerazione. Qui abbiamo molti edifici di alto valore estetico come il mercato centrale, ma non vengono valorizzati».

Tre le vocazioni di Per madre Terra: quella ambientale, l’alimentazione e l’arte non semplicemente come momento ludico ma come mezzo per veicolare.

«La troppa seriosità – concludono i rappresentati – può anche far allontanare le persone. Vogliamo proporre le nostre tematiche in modo non troppo pesante con l’obiettivo di arrivare ma anche di migliorarci. Portare consapevolezza nel nostro vivere quotidiano».

Il lavoro rappresenta un punto focale del loro pensiero. L’idea è quella di andare verso una società integrata in cui non ci sia più differenza tra quello che è utile socialmente è quello che è inutile. Nel lavoro dev’essere ripristinata la dignità, questo deve essere vocazione e mestiere, come l’artigiano che è appassionato in quello che fa.

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