Progetto pilota Lipu

Progetto pilota di immissione in natura di giovani gheppi, allocchi, civette e assioli con metodica hacking

di Silvia Mascagni.

La Riserva Lago di Santa Luce ed il CRUMA di Livorno (Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici), strutture gestite dalla LIPU, hanno unito le forze per un progetto comune: reintrodurre in natura esemplari della specie specie Gheppio Falco tinnunculus, Allocco Strix aluco, Civetta Athene noctua, Assiolo Otus scops, curati presso il Centro.

Le specie in questione sono classificate come segue:

  • gheppio e civetta SPEC 3 (specie non concentrata in Europa ma con uno status di conservazione sfavorevole)
  • allocco SPEC 4 (specie concentrate in Europa e con uno status di conservazione favorevole)
  • assiolo SPEC 2 (specie concentrate in Europa e con uno status di conservazione sfavorevole)

Si tratta di animali arrivati al Centro di Livorno, per lo più giovani non ancora in grado di badare a se stessi autonomamente. Trovati in natura in difficoltà sono stati raccolti e portati al Centro Recupero. Una volta là sono stati accuditi e cresciuti dai volontari e veterinari fino al momento di poter essere reintrodotti nel loro ambiente. Il momento e le modalità di liberazione, date le particolari esigenze di queste specie, rappresentano un’importante criticità di tutto il percorso di svezzamento degli esemplari ricoverati.

Da qui l’idea di sviluppare questo progetto che prevede l’utilizzo del hacking come metodo di immissione: introdurre in natura animali riabilitati e/o allevati, utilizzando voliere di ambientamento. Questa tecnica consente un graduale inserimento dell’animale in natura e una percentuale di sopravvivenza nettamente superiore rispetto al rilascio diretto che, anzi è da sconsigliare vivamente.

Tra il 2013 e il 2014 diversi esemplari di gheppio e allocco, sono stati quindi trasferiti dal Centro di Livorno alla Riserva Lago di Santa Luce, dove li attendeva una voliera di ambientamento che li ha ospitati per circa 15 gg. Qui sono rimasti fino a quando, sicuri della loro indipendenza, ha preso il volo verso la libertà.

La struttura consente ai giovani rapaci di compiere i primi voli per irrobustire la muscolatura, imparare a cacciare le prede e prendere contatto con il nuovo ambiente. Si tratta di una grande voliera di ferro zingato con corpo unico, rivestita di rete metallica protetta, con oscurante solo in una piccola porzione in modo da permettere ai giovani di osservare l’ambiente circostante.
Una buona conoscenza dell’ambiente esterno è di fondamentale importanza per la salvezza dei giovani rapaci perché, una volta aperta la voliera, dovranno essere in grado di tornare all’interno per alimentarsi fino al raggiungimento dell’indipendenza.
Non avendo infatti esperienza diretta in natura, i giovani uccelli inevitabilmente falliranno nei primi tentativi di caccia, ma potranno comunque contare su di una riserva di cibo fornita dall’uomo all’interno della voliera (hacking).

Poche settimane dopo l’apertura della struttura che li accoglie, i giovani uccelli non torneranno più. E’ questo un segnale positivo dell’avvenuto inserimento in natura. L’alimentazione artificiale a quel punto verrà interrotta.

Molto importante è il sito di allocazione della voliera di ambientamento. Prima di tutto è necessario che sia posizionata in un’area idonea alla specie (campi aperti delimitati da bosco), è necessario inoltre che non vi siano fattori di disturbo, che sia protetta o a divieto di accesso alle persone non autorizzate, che sia facilmente raggiungibile.
La Riserva LIPU di Santa Luce rappresenta la perfezione ed è per questo che è stata scelta come sito idoneo per il progetto.

Affinché gli animali potessero ritrovare la libertà, la voliera non era accessibile al pubblico. I visitatori hanno potuto osservare gli animali a debita distanza da appositi spazi delimitati. Infatti un minimo disturbo avrebbe potuto compromettere la reintroduzione e la vita stessa dei giovani rapaci

Questa metodologia risulta essere molto importante per riabilitare alla naturale vita selvatica specie ornitiche come rapaci diurni e notturni che hanno trascorso periodi di degenza in Centri di Recupero. Infatti gli animali dopo mesi passati tra stabulari e voliere, flebo e garze, volontari e veterinari instancabili nel prendersi cura di loro, hanno necessità appunto di ambientarsi gradualmente al loro habitat e riappropriarsi lentamente delle loro abitudini di vita.

Silvia Mascagni
Resp.le Riserva Naturale Provinciale Lago di Santa Luce
Via Rosignanina 35 56040 Santa Luce (PI)
3357008565
riserva.santaluce@lipu.it
www.oasisantaluce.it
www.lipu.it
www.areeprotettepisa.it

Progetto pilota Lipu
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