Uno skatepark a norma anche a Livorno?

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Foto di Emanuele Carmassi.

Un luogo a norma dove si possa skateare senza problemi. Una richiesta semplice quella di alcuni skaters della pista autogestita in via Adriana, all’interno dei locali dell’ex caserma occupata.

Una realtà in totale stato di abbandono e di degrado quella in cui questi ragazzi – molti di loro minorenni – sono costretti a vivere per molte ore al giorno. Perché? Semplicemente per dedicarsi alla loro passione, lo skateboarding. Uno stile di vita, uno sport come un altro almeno sulla carta perché i fatti dimostrano altro.

Niente di nuovo quando si dice che in città non c’è ancora una struttura adeguata in cui poter utilizzare uno skateboard nel modo giusto, quindi neanche in modo sicuro. Questo, come ci hanno raccontato i ragazzi, li porta spesso a skateare per strada nonostante i divieti e il rischio continuo di essere investiti o nelle piazze in mezzo allo scontento delle persone. Insomma, niente di tutto quello di cui uno sport avrebbe bisogno, eppure questa è la situazione.

E la pista che è stata costruita in Corea?

«Non è un posto adatto per lo skate, è come mettere delle rampe sul ghiaino. Questa cosa fa veramente arrabbiare» ci spiega Alberto R, 17 anni portavoce del gruppo insieme a Lorenzo R. 13 anni che aggiunge «una volta che ci montano la giusta pavimentazione possiamo cercare di aggiungere noi le altre cose di cui abbiamo bisogno».

Ricordiamo che la pista dell’ex caserma occupata è stata costruita nel 2012 personalmente da alcuni skaters che hanno investito tempo ed energie proprio per garantire almeno uno spazio a chi lo skateboarding lo vive ogni giorno come un qualcosa che ti libera e ti rende vivo. «Io le ferie di quell’estate le ho passate tutte a costruire questa struttura» confessa Jonathan, 28 anni.

Ma stiamo parlando di una questione emersa spesso nell’ambiente. Alberto, Lorenzo, Matteo, Daniele e tutti quelli che si ritrovano in via Adriana non sono i primi ad aver puntato l’attenzione sul problema e ad aver proposto il progetto a chi di dovere. Già altri prima di loro ci avevano pensato.

«Siamo andati molte volte a parlare con chi dovrebbe aiutarci, ma non siamo mai arrivati a una soluzione» aggiunge Alberto sostenuto da Daniele L, 18 anni tra poco e da Matteo B. «dicono che non ci sono fondi per realizzarlo, ma ora è cambiato il Sindaco vediamo se questa nuova giunta ci potrà aiutare».

Sembra che per ora non sia arrivata alcuna risposta, nonostante questi ragazzi siano costretti a convivere con il problema dello spazio – siamo entrati e abbiamo constatato che la pista per tutti quelli che la utilizzano è realmente molto piccola – dell’aria pesante che si respira e con problemi di altro ordine legati, come ci hanno confessato, in particolare alla discutibile sicurezza del posto.

Un incontro che noi abbiamo avuto per caso con alcuni di loro, uno sfogo e la voglia di dar voce a chi ha una passione ma è costretto a realizzarla soltanto in parte per la mancanza di una struttura adeguata. Da qui l’idea di volerli aiutare in questa battaglia per ottenere qualcosa che da sportivi gli spetta, esattamente come un campo da calcetto.

Uno skatepark a norma anche a Livorno?
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3 Comments

  1. 1

    Non mi sembra per niente un “articolo” veritiero.
    Io inviterei a passare più spesso presso lo spazio e inviterei a fare due domande a chiunque usufruisca del park, sia ragazzi che adulti…è grazie a questo spazio se i ragazzi hanno un posto dove andare in skate.
    Non si aiuta ad avere uno skate park “a norma” scrivendo “articoli” del genere, ma facendo notare alla città che per ora, l’unica possibilità avuta dagli skater è stata l’autocostruzione e l’autogestione e non di certo le vie istituzionali.
    Ricordo inoltre che è da oltre 20 anni che i ragazzi provano a chiedere alle istituzioni uno spazio dover poter andare in skate, quando l’unica risposta è stata data abbozzando un park costruito completamente all’opposto di come dovrebbe esserne costruito uno.

    Ah, lo sporco viene lasciato dai minorenni, chi ha costruito il park pensa pure alla pulizia e al mantenimento.

  2. 2

    Gentile “Bah”,
    ti ringraziamo per il tuo commento, ma ti invitiamo a leggere più attentamente l’articolo perché siamo certi che potrai trovare tutte le cose che hai detto (punto per punto) tra le nostre righe.
    Buona giornata.

    • 3

      Gentile redazione,quel che viene fuori da questo articolo è ben altro.
      Chiunque lo abbia letto percepisce in primo luogo un aver voluto mettere in cattiva luce lo spazio, aver voluto a tutti i costi trovare qualcosa di negativo nel park, quando chi lo vive tutti i giorni pensa ben altro.
      Chi vive lo spazio e chi sopratutto ha perso tempo e sudore per tutto ciò ne è pienamente orgoglioso e non di certo stufo.
      Oltretutto considerare portavoce dei ragazzetti che manco hanno partecipato alla costruzione di tutto ciò mi sembra davvero senza senso.

      Se non credete alle mie parole basta passare il fine settimana dallo spazio e costatare che molti ragazzi da tutta Italia vengano appositamente a Livorno solo ed esclusivamente per provare lo skate park.
      Altra prova è che molti artisti locali e non hanno usufruito dello spazio per girare i propri video musicali o più semplicemente per un book fotografico.

      Buona giornata

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